La circilazione dell'aria in ambienti confinati-Air pollution control

La circolazione dell'aria in ambienti confinati


 

La qualità dell'aria indoor

Ma come deve essere la circolazione dell'aria in ambienti confinati, specie se affollati, sensibili e pubblici?

Noi tutti vogliamo vivere respirando aria salubre anche in ufficio, in fabbrica o a scuola o in palestra. Ma la qualità dell’aria negli ambienti confinati è essenzialmente una percezione soggettiva, basata in genere sulla temperatura dell’aria, sulla sua umidità, sul grado di ventilazione e sulla concentrazione degli inquinanti presenti nell’aria. Ad esempio l'ozono e la formaldeide possiedono un odore pungente caratteristico ed in più sono fortemente irritanti per le mucose; al contrario l'anidride carbonica è del tutto inodore, ma a concentrazioni crescenti provoca sensazioni via via più intense di aria viziata e soffocante.

Inquinanti, virus, batteri, muffe ecc. per muoversi nell’aria hanno bisogno di un supporto a cui ancorarsi e di cui nutrirsi, in genere polveri e gocce d’acqua. Queste, essendo dimensionalmente più grandi dei loro ospiti trasportati, sono facilmente catturabili con filtrazioni adeguate. Negli edifici ad uso pubblico l’impianto di ventilazione ha il compito di mantenere la contaminazione da polveri a livelli di “accettabile polverosità”.
 

La maggior fonte di inquinanti biologici è l’uomo con la sua attività metabolica, le squame della pelle, naso, gola, mani, vestiti, capelli, scarpe, ecc.; la più efficace via di contagio è costituita dal contatto diretto, e dall’uomo gli agenti patogeni si diffondono nell’aria per poi depositarsi su mobili, pareti, pavimenti ecc.; inoltre, il parlare, gli starnuti, la tosse, l’essudazione diffondono particelle umide (goccioline) contenenti agenti infettanti. Questi si depositano o evaporano o rimangono in sospensione nell’aria per lungo tempo, costituendo i cosiddetti nuclei di goccioline che in presenza di umidità possono condensare vapore d’acqua e costituire gli aerosol microbici.
 

L'utilizzo di filtri di adeguato livello trattiene buona parte delle particelle presenti nell'ambiente (filtri HEPA - High Efficiency Particulate Air filter) o la quasi totalità (ULPA - Ultra Low Penetration Air), se l’aria li attraversa in una ventilazione forzata. Quindi facendo passare più e più volte tutta l’aria di un ambiente attraverso adeguati filtri, il livello di contaminazione microbiologico dovrebbe rimanere sotto controllo; sempre che la manutenzione dei filtri sia stata adeguata. 
 

Normalmente, si associa al concetto di ricircolo dell’aria una immagine con connotazione peggiorativa, se non negativa, mentre al concetto di aria esterna è associata l’idea di pulito, di brezza primaverile salvifica ed è intesa come sicurezza assoluta.

Vediamo ora quali possono essere i dubbi associati al ricircolo d’aria: potremmo ottenere una cattiva qualità (vecchiaia) dell’aria ambiente per carichi metabolici; oppure una mancanza di diluizione di inquinanti chimici; o ancora una diffusione delle infezioni.
 

Occorre precisare che l’espressione “ricircolo d’aria” non significa che viene eliminata totalmente l’aria esterna di immissione, ma bensì l'intento di dosare il numero di ricambi/ora di un certo ambiente utilizzando le due arie (esterna-interna). All’esterna rimane il compito di ricambio e diluizione, all’interna il compito di contribuire alla rimozione previa filtratura degli agenti microbici.
 

Per quanto riguarda la diluizione della concentrazione ambientale degli agenti microbici, essa dipende più dalle geometrie di immissione e di ripresa dell’aria, dalla misura dell’aria di ripresa, e dai percorsi che l’aria effettua nel locale considerato, e in questo caso, dall’azione di depurazione che si vuole utilizzare, piuttosto che dalla sua quantità.
 

Agli impianti di areazione forzata è affidato il compito di ridurre i livelli di inquinamento entro limiti di accettabilità prefissati attraverso diversi parametri per creare qualità ambientale comfortevole. E può essere mantenuta nel tempo attraverso la filtrazione dell’aria ambiente con un un ricircolo controllato e umidità relativa costante, per assicurare la diluizione delle concentrazioni ambientali di gas e contaminanti biologici entro corretti limiti, anche nel caso di emissioni anomale.